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De Colatio Trimalchionis - L'eleganza dello scrocco

Updated: Apr 26, 2022




Ripulendo l’hard disk ho ritrovato delle cose divertenti, che non avevo pubblicato allora, ma vale la pena di pubblicare adesso. Perché mi ero dimenticata di averle scritte, e a rileggerle mi hanno fatta sorridere. Questa risale al 2013 (vorrei dirvi che non sono più così, ma non ne ho il coraggio).


De Colatio Trimalchionis, ovvero L'eleganza dello Scrocco


Succede che l'agenzia grande compra un’agenzia piccola e la ingloba in uno dei suoi reparti. Succede che tale fusione è festeggiata con una COLAZIONE AZIENDALE. Di lunedì mattina, alle 10.


Niente di meglio che mangiare a sbaffo, alla grande, per cominciare la settimana. È in occasioni come queste che l'eleganza è messa a dura prova. E il più delle volte, la prova la perde.

Qualcuno rimane al computer a lavorare, qualcuno invece scende, beve una tazza di caffè amaro e si fionda a conoscere i nuovi arrivati, specie se dotati di portamento autoritario, capelli brizzolati, gemelli costosi e l'aria di essere “qualcuno che conta”. Altri, invece, come intirizziti dal freddo, se ne stanno nel loro gruppettino impaurito, per proteggersi da tutto e da tutti, come le adolescenti al primo giorno di liceo.

E poi ci sono quelli come noi. Cioè come me e i miei amici di merende (in questo caso, di colazioni), nella fattispecie io e MG, e un manipolo di pochi altri. Sono, siamo, quelli che perdono completamente ogni dignità e si avventano sui vassoi di mini-brioche, che continuano a giungere copiosi (da dove? “Ho visto uscire i camerieri dal bagno! Agno! Agno!"eccheggiano voci di corridoio), che siano vuote (il saggio dice che mangiare una brioche vuota è uno spreco di tempo), integrali al miele, alla marmellata, alla crema e al cioccolato. Entrano in un tripudio le brocche di latte freddo e caldo, il tè, il caffè, i succhi di frutta. Una danza di vassoi, camerieri, segretarie, receptionist in questa specie di Colatio Trimalchionis.

Completamente cieche ai nuovi arrivati possibilmente potenti, le nostre eroine si ingozzano come se non mangiassero da mesi, finalmente libere da quelle buie e umide stanze dove vivevano rinchiuse, e sul cui stipite era affissa la scritta "Prova costume”.

Comincia l'evento, la presentazione del nuovo reparto, si confluisce tutti nella stanza attigua, finché questa non si riempie, e inizia a strabordare di gente come la crema dalla minibrioche.


Ed è proprio nel defluire della gente che si apre un varco, uno stretto del Dardanelli, la porta dell'Oracolo del Sud del Regno di Fantasia, e in mezzo ai corpi che si fanno da parte, al centro di questo sipario umano, le ragazze lo vedono lì, su un tavolino, notato da pochi, quasi ignorato: IL BARATTOLO DI NUTELLA DA 5 CHILI. E le ceste con le fette di pane intorno.

Pane perfetto, con quella spolveratina di farina sopra, da pubblicità (appunto). Un tagliere di legno. Coltelli intonsi.

E via, le ragazze hanno perlomeno l'eleganza di aspettare che la gente si stipi nella stanza prima di avventarsi sul barattolo, insieme ai two boyz, altri inossidabili amici di merende: Michele e Nicolò.

Spalma di qua, spalma di là, la stanza attigua si riempie. E ops, le ragazze e i two boyz non riescono ad entrare. Pazienza… rimarranno soli col barattolo.

O meglio, con quattro brioche a testa + due fettone di pane e Nutella nello stomaco, e torneranno al computer a giustificare il fatto di non essere potuti entrare per “cause di forza maggiore” (5kg… maggiore di così!)

Prova di eleganza superata? Bah… Tanto poi i mesi prossimi niente più ascensore, faremo le scale. Tanto poi già oggi a pranzo abbiamo l'insalata come schiscia. Tanto il costume ora chi lo vede più?

Bisogna solo prepararsi per la prova Moon Boot.

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